Ecco, pensi a questo. E non pensi ai grilli.
Non pensi che tu possa arrivare a far fatica a dormire, la notte, a causa del canto incessanti dei grilli. Che tra l’altro, essendo ottobre, ovunque essi siano, li crederesti ormai in “letargo”.
Ieri notte poi, mentre diluviava, mentre il jetlag mi teneva ancora sveglia, si potevano sentire comunque. Anche sotto la pioggia battente e incessante.
Sta anche qui la contraddizione di questo luogo, di questo paese.
Ha il potere di sovvertire tutto ciò che dai per scontato, i meccanismi e le regole più assodate, comprese quelle della natura. Tu credi di sapere come funzionano le cose. Ecco, qui ti arriva la smentita.
Anche dai grilli.
E’ stato bello stasera camminare per la città.
Dopo un giorno di riposo, uscire di casa addormentata, e svegliarmi piano piano.
Dapprima nel panico di una stanchezza che non mi faceva sentire libera, e poi in lento e inesabile riapproriamento di energie.. così piacevole e stimolante da sentirmi addosso di nuovo quella straordinaria sensazione… di essere padrona. Padrona di me. E poi della città.
Camminare. Camminare.
Osservare attorno. Strade nuove. Strade conosciute.
Quelle scritte, quei caratteri. Che piano piano da semplici immagini diventano comunicazione.
Io. Gli altri. Senza gabbie. Senza limiti.
La voglia di essere qualunque cosa.
La voglia di credere che è nell’infinità delle opportunità che risiede ciò che si va cercando.
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