Sono tempi difficili, per l'euro, e per chi sogna di fare un soggiorno in Giappone. Il cambio è sconveniente, e solo una buon contatto che dia ospitalità, oppure un contratto di lavoro, riescono a far superare l'ostacolo di un cambio tornato ai livelli del 1993. L'Alitalia promuove sempre le offerte di voli a 400 euro, fino a giugno, per destinazioni sia Osaka che Narita. Nuovi piccoli operatori pubblicizzano il Giappone rurale, mentre le agenzie e il ministero per il turismo promuovono mete classiche abbinate a ristoranti e ryokan convenenti.
Le esperienze sempre presenti nei ricordi e i contatti a distanza (tramite lettere, e-mails e social networks) fanno sentire di appartenere ad una grande famiglia allargata, in cui le distanze non contano. Oltre a ciò, sostengono e alimentano questa nostalgia il pensiero di vivere in un paese in cui l'IVA è al 5% (anche se per problemi di PIL e di costi per la ricostruzione del Tohoku sarà aumentata al 7%, IVA che viene pagata direttamente al momento dell'emissione di ogni scontrino), una tecnologia d'avanguardia: gli schermi TV da HD a 3D, il software dei display dei cellulari, cellulari che effettuano pagamenti wireless, come il biglietto della metropolitana, e la diffusione delle macchinette a lettura elettronica ( in molti paesi UE ancora si passa il biglietto nel lettore, tranne in Repubblica Ceca dove il biglietto si può acquistare dal cellulare tramite SMS); la ricerca scientifica; il senso di sicurezza, il livello di appagamento della vita, di socialità e convivialità, e le ottime connessioni (treni, metro).
E anche quest'anno è arrivato Natale.

