"Siamo le due maggiori economie del mondo, fermeremo i missili di Pyongyang"
È Taro Aso, capo dell’esecutivo di Tokyo, il primo leader straniero che Barack Obama accoglie nello Studio Ovale. Camicia blu e cravatta viola, Aso ha preso posto sulla sedia degli ospiti davanti al caminetto spento, con alle spalle il busto di Martin Luther King che ha da poco spodestato quello di Winston Churchill «Questo incontro è la testimonianza della nostra forte partnership - ha detto Obama, accogliendo Aso - di un’alleanza che è l’architrave della sicurezza nell’Asia Orientale e del fatto che il Giappone è uno dei nostri partner economici più importanti».
La scorsa settimana era stato il viaggio del Segretario di Stato Hillary Clinton in Asia a sottolineare il legame privilegiato con il Giappone, scegliendo Tokyo come prima tappa, e Obama ha voluto ribadire che si tratta di un’intesa a tutto campo «che va oltre il bacino del Pacifico e si estende dai cambiamenti climatici all’Afghanistan».
Al colloquio fra Obama e Aso hanno preso parte anche Hillary e James Jones, il consigliere per la sicurezza nazionale. Da indiscrezioni trapelate dopo i colloqui si è discusso soprattutto di crisi economica e delle tensioni nella Penisola coreana. In merito alla tempesta finanziaria in atto alcune fonti giapponesi hanno accennato all’ipotesi che dietro il corteggiamento di Washington per un governo assai traballante - molti ritengono che le dimissioni di Aso siano prossime - vi sia l’intenzione di convincere il premier indebolito a sottoscrivere in fretta l’acquisizione di una quota significativa di buoni del Tesoro Usa al fine di garantire i fondi necessari alla legge sugli stimoli all’economia, che prevede spese per 789 miliardi. Il Giappone è il secondo maggior detentore di titoli del Tesoro Usa dopo la Cina e Aso, dicendosi «onorato di essere il primo ospite straniero» ha parlato un linguaggio rassicurante: «Siamo le prime due economie del Pianeta, possiamo offrire molto per risolvere i problemi vitali del mondo».
Riguardo alla proliferazione nella Penisola coreana, Obama e Aso hanno discusso dell’annuncio giunto poche ore prima da Pyongyang sul possibile lancio nello spazio di un satellite della Corea del Nord. E’ stata l’Agenzia spaziale di Pyongyang a far sapere che «la preparazione per il lancio del satellite sperimentale di comunicazioni Kwangmyongsong-2 sta accelerando» nella base di Hwandae, nel nord-est del Paese. E ciò fa temere a Washington, Tokyo e Seul che il lancio del satellite possa servire soprattutto ad accertare gli sviluppi fatti nella realizzazione di missili intercontinentali. Fra gli esperti di intelligence a Washington c’è anche chi vede una correlazione fra il primo possibile satellite nordcoreano e quanto avvenuto poche settimane fa in Iran con il successo di un simile test. L’ipotesi è che le agenzie spaziali dei due Paesi alleati lavorino in stretta cooperazione a progetti simili al fine di accelerare il perfezionamento della tecnologia destinata a missili a lungo raggio.
Fonte: La Stampa
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