Il 75% delle prefetture giapponesi sta rafforzando i propri programmi per la convivenza con gli stranieri.

Il 75% delle prefetture giapponesi sta rafforzando i propri programmi per la convivenza con gli stranieri.

TOKYO – Secondo un sondaggio dell'agenzia di stampa Kyodo News, circa il 75% delle prefetture giapponesi ha stanziato fondi nelle proprie proposte di bilancio iniziali per il nuovo anno fiscale, che inizia mercoledì, per avviare iniziative o ampliare programmi esistenti volti a promuovere la convivenza con i residenti stranieri.

Le misure mirano a promuovere l'interazione con le comunità locali e a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle regole e le norme di vita quotidiana. Questa decisione giunge in un momento di afflusso di lavoratori stranieri in Giappone, mentre il Paese, che sta invecchiando rapidamente, si trova ad affrontare una carenza di manodopera.

In un sondaggio condotto tra le 47 prefetture giapponesi tra febbraio e i primi di marzo, otto, tra cui Fukui e Okayama, hanno riferito di aver introdotto nuovi programmi e ampliato quelli esistenti per promuovere la convivenza multiculturale. Sedici prefetture hanno dichiarato di aver istituito nuovi programmi, mentre 11 hanno indicato di aver ampliato quelli già esistenti.

Secondo gli osservatori, la scarsa comprensione delle regole comunitarie e delle norme sociali giapponesi è una delle cause principali di attrito tra i residenti locali e quelli stranieri.

Ibaraki, vicino a Tokyo, che si colloca al decimo posto tra le prefetture giapponesi per numero di lavoratori stranieri, si sta impegnando per affrontare le cause profonde delle incomprensioni, inviando personale specializzato nelle aree frequentate dai residenti stranieri, come moschee e negozi di alimentari che vendono ingredienti esotici, al fine di promuovere la collaborazione su questioni come la raccolta differenziata e l'inquinamento acustico.

Le prefetture di Kochi e Kagoshima creano guide multilingue sulle regole di condotta, mentre altre regioni sostengono programmi di scambio culturale.

La politica nei confronti dei residenti stranieri è emersa come una questione centrale durante le elezioni del Consiglio comunale dello scorso anno e le elezioni della Camera dei rappresentanti di febbraio, con un'impennata di commenti denigratori nei loro confronti, visibili online.

Masami Wakayama, professore all'Università Hokuriku Gakuin e profondo conoscitore delle politiche multiculturali delle amministrazioni locali, ha sottolineato l'importanza di incrementare le opportunità di scambio, osservando che un'interazione limitata tende a rafforzare gli "atteggiamenti di esclusione".

Ha aggiunto, tuttavia, che è altrettanto importante non pretendere un'“assimilazione eccessiva” pur garantendo il rispetto delle regole fondamentali, affermando che “il principio della convivenza multiculturale consiste nel riconoscere e rispettare le culture e le differenze reciproche”.

Secondo i dati governativi, il numero di cittadini stranieri residenti in Giappone ha raggiunto la cifra record di 4,13 milioni nel 2025, superando per la prima volta i 4 milioni, grazie all'aumento del numero di residenti permanenti e di lavoratori stranieri.