Il Giappone declassa il rating della Cina nel suo rapporto diplomatico annuale.
TOKYO — Il Giappone ha declassato la descrizione della Cina nel suo Libro Blu Diplomatico 2026, pubblicato venerdì, a seguito delle tensioni nei rapporti dopo le dichiarazioni del Primo Ministro Sanae Takaichi su un'ipotetica eventualità che coinvolga Taiwan.
La relazione annuale, presentata dal Ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi durante una riunione di gabinetto, descrive la Cina come un "importante Paese vicino", un passo indietro rispetto a quanto affermato nell'edizione del 2025, quando la definiva "una delle più importanti relazioni bilaterali".
Questo cambiamento riflette apparentemente la peggiore disputa diplomatica tra i due Paesi degli ultimi anni, innescata dalle dichiarazioni di Takaichi in Parlamento lo scorso novembre, secondo cui un attacco cinese a Taiwan potrebbe costituire una situazione di minaccia alla sopravvivenza del Giappone e provocare una reazione da parte delle forze di autodifesa del Paese.
La Cina rivendica l'isola autonoma come provincia ribelle da riunificare con la terraferma e considera la questione di Taiwan una questione interna.
Nonostante il cambiamento nella descrizione della Cina da parte del Giappone nel documento, Motegi ha dichiarato in una conferenza stampa: "La politica del Giappone di promuovere una relazione strategica reciprocamente vantaggiosa con la Cina e di costruire legami costruttivi e stabili rimane invariata".
Il rapporto, che analizza gli sviluppi della politica estera da gennaio a dicembre 2025, indica che la Cina ha intensificato le "critiche unilaterali e le misure coercitive" contro il Giappone, citando episodi come l'illuminazione radar da parte di aerei militari cinesi contro velivoli delle Forze di Autodifesa e le restrizioni all'esportazione di articoli a duplice uso verso il Giappone.
Allo stesso tempo, ha sottolineato che il Giappone resta aperto al dialogo, affermando che Tokyo non ha chiuso la porta al confronto con Pechino.
Interpellata in merito a questo cambiamento di descrizione, la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato in una conferenza stampa a Pechino che "la causa principale dell'attuale stato" delle relazioni sino-giapponesi risiede nelle osservazioni di Takaichi su Taiwan, e ha esortato Tokyo ad "adottare misure concrete per salvaguardare le basi politiche" delle relazioni bilaterali.
Il rapporto sottolinea inoltre la necessità di disinnescare rapidamente la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, affermando che la pace e la stabilità nella regione, compresa la sicurezza energetica, sono vitali per il Giappone e ribadendo che Teheran non può sviluppare armi nucleari.
Al contempo, il documento ribadisce l'impegno del Giappone a promuovere un'iniziativa per un Indo-Pacifico libero e aperto, giunta ormai al suo decimo anno, in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza globale.
Inizialmente, due sezioni speciali hanno messo in evidenza gli sforzi diplomatici relativi all'Expo mondiale di Osaka e alla Nona Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo africano a Yokohama.
Il rapporto elenca altre preoccupazioni in materia di sicurezza, come i programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord e l'espansione della cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord.
Secondo quanto riportato, il Giappone intensificherà la cooperazione multilivello incentrata sull'alleanza nippo-americana, nonché il coordinamento con i suoi partner del G7, Australia e Corea del Sud.
Il documento affronta anche la rivendicazione giapponese su un gruppo di isolotti sotto il controllo sudcoreano nel Mar del Giappone, descrivendoli come "parte integrante del territorio giapponese". Seul ha esortato Tokyo a ritirare immediatamente le sue rivendicazioni.

