REPORTAGE SPECIALE: Honda rilancia le sue ambizioni nel campo della robotica dopo ASIMO
TOKYO – Honda Motor Co. ha sviluppato una mano robotica in grado di eseguire movimenti estremamente precisi, segnando un ritorno alla robotica con una nuova vocazione industriale dopo il ritiro dal mercato del suo iconico robot umanoide ASIMO.
L'azienda prevede di commercializzare la mano multifinger all'inizio degli anni 2030 per l'utilizzo nel settore manifatturiero, con l'obiettivo di contribuire all'automazione del lavoro in fabbrica, in un contesto di crescente carenza di manodopera.
A differenza dei robot industriali convenzionali progettati per compiti ripetitivi, l'ultimo sistema di Honda combina un controllo motorio preciso con la forza, consentendo a un singolo robot di eseguire una vasta gamma di operazioni di assemblaggio.
Il robot è in grado di afferrare una vite di soli 1,6 millimetri di diametro tra pollice e indice, ruotarla e inserirla nel foro. Può anche sollevare oggetti fino a 5 chilogrammi con la punta delle dita.
"Abbiamo raggiunto un livello di fluidità straordinario, anche nei movimenti più delicati", ha affermato Takahide Yoshiike, ingegnere capo esecutivo di Honda R&D Co.
Dotata di sensori tattili che rilevano la forma degli oggetti, la mano robotica utilizza quattro dita – non ha il mignolo – per manipolare i componenti e orientarli correttamente prima dell'assemblaggio. È inoltre progettata per svolgere compiti più complessi come l'assemblaggio di connettori.
Honda prevede di avviare test sul campo su larga scala presso il suo stabilimento di Yorii, nella prefettura di Saitama, dove il robot si occuperà di smistare grandi quantità di componenti forniti dai subappaltatori.
L'azienda spera che questa tecnologia permetterà a un singolo robot di svolgere molteplici compiti, aiutando i produttori ad automatizzare le linee di produzione sempre più colpite dalla carenza di manodopera.
Honda ha dichiarato che uno dei principali progressi è stato un nuovo sistema di azionamento per le dita. Le dita robotiche convenzionali sono in genere alimentate da motori e cavi, il che presenta problemi di durata.
Il nuovo meccanismo, per il quale Honda ha depositato una domanda di brevetto, "si piega come un salice, erogando al contempo una forza efficace", ha affermato Yoshiike.
Il progetto rappresenta un nuovo capitolo nel programma di robotica di Honda, in seguito al ritiro di ASIMO, che ha debuttato nel 2000 ed è diventato uno dei robot umanoidi più conosciuti in Giappone.
Sebbene ASIMO avesse dimostrato capacità avanzate di deambulazione e interazione, Honda non riuscì a dissipare i timori che il robot potesse urtare le persone nelle vicinanze in situazioni impreviste, ad esempio se un bambino lo abbracciasse improvvisamente. Di conseguenza, l'azienda faticò a immaginare un'ulteriore espansione commerciale e ASIMO fu ritirato dal mercato nel 2022.
Intorno al 2019, Honda ha riorientato la sua ricerca nel campo della robotica verso lo sviluppo di dita robotiche, proseguendo il lavoro in gran parte lontano dai riflettori.
Il team ha raggiunto questo risultato in un contesto di crescente concorrenza globale, con le aziende cinesi che stanno guadagnando terreno nel settore della robotica, ma anche in un periodo in cui si trovano ad affrontare critiche per l'apparente mancanza di progressi nel programma di robotica di Honda.
"La gente continuava a chiedere: 'Che fine hanno fatto i robot della Honda?'", ha detto Yoshiike.
Anziché cercare di imitare la tecnologia esistente, Honda si è concentrata sullo sviluppo di qualcosa di originale.
"Creare nuovo valore significava affrontare sfide senza sapere esattamente come le avremmo risolte", ha affermato Yoshiike. "È stato difficile, ma abbiamo perseverato."
La mano robotica a più dita, frutto di questi sforzi, è stata presentata a una fiera di robotica a Tokyo alla fine di maggio e, secondo l'azienda, ha già generato numerose richieste commerciali.
Honda prevede inoltre di avviare un progetto di ricerca congiunto con RIKEN durante l'anno fiscale 2026 per accelerare lo sviluppo di quella che definisce "intelligenza artificiale fisica", una tecnologia che consentirebbe ai robot di apprendere compiti in modo autonomo.
"Il nostro obiettivo immediato è quello di immettere sul mercato la migliore soluzione possibile utilizzando la tecnologia attualmente disponibile", ha affermato Yoshiike.

