Un rapporto sulla difesa giapponese auspica una base industriale più solida e un aumento delle esportazioni di armi.
TOKYO — Il Ministero della Difesa giapponese ha affermato nel suo rapporto annuale pubblicato martedì che il Paese deve rafforzare la propria industria della difesa, aumentare le esportazioni di armi e approfondire i legami con i partner in materia di sicurezza per consolidare la deterrenza nella regione indo-pacifica, citando un contesto di sicurezza sempre più difficile e "nuovi modi di condurre la guerra".
Il libro bianco "Difesa del Giappone 2026" sottolinea l'importanza di mantenere tecnologie avanzate, tra cui l'intelligenza artificiale e i droni, nonché una solida base produttiva nazionale, in un contesto di competizione tra i Paesi per lo sviluppo di capacità di difesa di nuova generazione.
Il rapporto, di circa 600 pagine, esamina gli sviluppi in materia di sicurezza da aprile 2025 a marzo 2026, con alcuni aggiornamenti relativi a maggio e al conflitto in corso tra Stati Uniti e Israele con l'Iran fino a giugno.
Ha avvertito che il continuo ritiro o la riduzione delle dimensioni delle aziende giapponesi del settore della difesa potrebbero compromettere la stabilità degli approvvigionamenti di equipaggiamento per le Forze di autodifesa e portare a un declino della competitività, dell'innovazione e del primato tecnologico del Paese.
Il rapporto descrive inoltre i trasferimenti di equipaggiamento per la difesa come un modo per sostenere gli Stati Uniti e altri partner in materia di sicurezza, rafforzando al contempo la deterrenza e promuovendo la stabilità regionale, in particolare nell'Indo-Pacifico.
"Oggi nessun Paese può proteggere da solo la propria pace e sicurezza", afferma il rapporto, aggiungendo che il Giappone ha rivisto le sue norme per il trasferimento di attrezzature per la difesa in aprile, al fine di agevolare le esportazioni pur mantenendo il suo impegno per una politica estera pacifica.
Come esempi di ampliamento delle partnership in materia di sicurezza, il rapporto evidenzia la cooperazione con gli Stati Uniti, il programma australiano delle fregate di classe Mogami e il Global Combat Air Program, un progetto congiunto per la realizzazione di aerei da combattimento con Gran Bretagna e Italia.
Ha avvertito che le attività militari cinesi si sono intensificate durante il periodo in esame, citando le operazioni delle portaerei nel Pacifico, gli avvicinamenti insolitamente ravvicinati dei caccia cinesi rispetto agli aerei giapponesi e un incidente di aggancio radar. Ha inoltre avvertito che Pechino sta cercando di normalizzare la propria presenza militare intorno a Taiwan.
Egli sostenne che la posizione esterna e le attività militari della Cina sono "motivo di grave preoccupazione" e rappresentano "una sfida strategica senza precedenti e di enorme portata, alla quale il Giappone dovrebbe rispondere con tutta la sua potenza nazionale e in cooperazione e collaborazione con i suoi alleati, i paesi che condividono gli stessi ideali e altri".
Il rapporto descrive la Corea del Nord come una "minaccia imminente" per la sicurezza del Giappone, evidenziando i rapidi progressi nella tecnologia missilistica, comprese le armi ipersoniche, l'espansione delle capacità navali e dei droni, e la più profonda cooperazione militare con la Russia.
Ha inoltre affermato che la natura della guerra sta cambiando con l'uso diffuso di droni a basso costo, intelligenza artificiale e guerra dell'informazione, citando gli insegnamenti tratti dall'invasione russa dell'Ucraina e la necessità di maggiori scorte, una maggiore capacità produttiva nazionale nel settore della difesa e una più rapida adozione di tecnologie avanzate.
Il Ministero della Difesa ha inoltre diffuso, insieme al rapporto, video promozionali di 30 secondi e di tre minuti su piattaforme di social media come X e YouTube, nel tentativo di suscitare l'interesse del pubblico.
La versione più lunga è disponibile in giapponese, inglese e cinese.

