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Akane afferma che la Corte penale internazionale e lo stato di diritto sopravvivranno alle sanzioni statunitensi.

Tomoko Akane, presidente della Corte penale internazionale, ha promesso che la CPI, "l'ultimo baluardo della tutela dello stato di diritto", sopravvivrà alle sanzioni statunitensi.

Akane ha rilasciato questa dichiarazione durante una conferenza stampa online organizzata dal Japan National Press Club il 26 agosto.

Questa è stata la prima apparizione pubblica di Akane, 70 anni, da quando è stata colpita dalle sanzioni imposte dall'amministrazione statunitense di Donald Trump.

Akane ha affermato che la Corte si trova ad affrontare una crisi esistenziale, ma ha insistito sul fatto che "la CPI non sarà sconfitta".

Ha dichiarato di aver dedicato la sua carriera alla promozione dello stato di diritto e ha affermato che non c'era "assolutamente alcun motivo" per cui dovesse essere soggetta a sanzioni.

Akane ha dichiarato che avrebbe resistito agli effetti delle sanzioni "per quanto possibile", ma ha riconosciuto che gli effetti, come l'impossibilità di utilizzare la sua carta di credito, si stanno già facendo sentire.

Ringraziando il governo giapponese per il suo sostegno, ha esortato Tokyo a proseguire gli sforzi per difendere lo stato di diritto e a far comprendere agli Stati Uniti l'importanza della Corte penale internazionale.

Ha inoltre descritto la Corte penale internazionale come "l'ultima speranza" per le vittime di crimini internazionali e ha esortato l'opinione pubblica a considerare le sanzioni come "una crisi per lo stato di diritto".