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Sono stati sviluppati criteri rigorosi per punire i reati di guida pericolosa

Il Giappone sta valutando la possibilità di stabilire criteri per l'azione penale nei casi di guida pericolosa, tra cui limiti rigorosi al consumo di alcol e alle velocità elevate, nell'ambito della repressione degli incidenti stradali dolosi.

Il 9 dicembre, il Dipartimento di Giustizia ha presentato una bozza di nuovi standard digitali a una sottocommissione del Consiglio legislativo, un organo consultivo del Ministro della Giustizia, per rivedere i requisiti relativi alla guida pericolosa che provoca morte o lesioni.

La proposta si applicherebbe agli incidenti causati da conducenti con un tasso alcolemico nel sangue equivalente al consumo di due grandi bottiglie di birra o dal superamento del limite di velocità di oltre 50 km/h sulle strade ordinarie e di 60 km/h sulle autostrade.

Si prevede che il sottocomitato pronunci le sue conclusioni entro la fine dell'anno.

Il Ministero intende presentare un disegno di legge per modificare la legge che punisce i decessi o i feriti causati dalla guida pericolosa durante la sessione ordinaria della Dieta del prossimo anno.

La pena massima per guida pericolosa che provoca morte o lesioni è di 20 anni di reclusione, una pena più severa della pena massima di sette anni per guida negligente che provoca morte o lesioni.

Secondo la legge vigente, il reato si verifica quando un conducente provoca un incidente mentre si trova in uno Stato in cui la guida normale è difficile a causa del consumo di alcol o a una velocità tale da rendere difficile il controllo del veicolo.

Poiché tali requisiti erano vaghi, i casi che avrebbero dovuto essere considerati comportamenti pericolosi venivano perseguiti per negligenza, spingendo le famiglie delle vittime a chiedere una riforma.

Il Ministero ha avviato le discussioni in seno alla sottocommissione del Consiglio legislativo a marzo e a settembre ha presentato due proposte per ciascuno degli standard digitali sul consumo di alcol e sull'eccesso di velocità.

Il Ministero si è poi concentrato su standard con soglie numeriche più elevate, che rappresentano un ostacolo maggiore alla loro applicazione.

L'obiettivo è quello di trattare condotte particolarmente dolose e pericolose come reati intenzionali anziché come reati colposi, imponendo pene paragonabili a quelle per aggressione o omicidio colposo.

Per quanto riguarda il consumo di alcol, il Ministero ha chiarito la quantità che rende difficoltosa la guida normale, stabilendo una soglia numerica: una concentrazione di alcol nell'alito pari o superiore a 0,5 milligrammi per litro.

Questo livello, secondo gli indicatori dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, compromette la concentrazione del conducente e rallenta i tempi di reazione.

Ciò corrisponde allo stato in cui un uomo di 60 chili o una donna di 50 chili hanno consumato due grandi bottiglie di birra o due o tre porzioni di sakè.

Per quanto riguarda l'eccesso di velocità, il Ministero ha adottato un nuovo concetto: velocità alle quali è estremamente difficile evitare gravi pericoli per la circolazione.

Lo standard supera il limite di velocità di 60 km/h sulle strade in cui la velocità massima è superiore a 60 km/h e di 50 km/h sulle strade in cui la velocità massima è pari o inferiore a 60 km/h.

Ad esempio, su un'autostrada con un limite di velocità di 100 km/h, guidare a 160 km/h sarebbe considerato pericoloso; su una strada normale con un limite di velocità di 60 km/h, sarebbero consentiti 110 km/h.

Anche le velocità "vicine" a queste soglie potrebbero essere soggette alla legge, ma il ministero ha indicato che se la velocità è inferiore di oltre 10 km/h rispetto allo standard, l'applicazione della legge sarebbe difficile.

Inoltre, la "guida in drifting", che comporta il sovrasterzo e lo slittamento su strada, sarà ora classificata come guida pericolosa.