Il Giappone auspica colloqui tra Takaichi e Trump entro la fine di settembre e sta valutando la possibilità di un vertice tra Stati Uniti e Cina.
TOKYO – Il governo giapponese intende avviare colloqui tra il Primo Ministro Sanae Takaichi e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump entro la fine del mese, durante la sua visita a New York per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, secondo quanto riferito lunedì da alcune fonti.
Il Giappone sta cercando di coordinarsi con gli Stati Uniti sulla questione cinese, in un contesto di preoccupazione per un possibile riavvicinamento tra le due grandi potenze, in vista dell'incontro previsto a Washington il 24 settembre tra il presidente cinese Xi Jinping e Trump.
Nel corso di una regolare conferenza stampa a Tokyo lunedì, il capo di gabinetto Minoru Kihara ha affermato che il Giappone sta "monitorando attentamente" il vertice tra Stati Uniti e Cina, sottolineando al contempo che una solida alleanza nippo-americana è "essenziale" sia per "massimizzare gli interessi nazionali sia per mantenere la pace e la stabilità all'interno della comunità internazionale".
Stando a quanto riferito da alcune fonti, la parte giapponese privilegia il dialogo e non insiste su un formato particolare per i colloqui.
Questo avviene mentre il governo giapponese teme che Trump stia cercando di ottenere successi economici in vista delle elezioni di medio termine di novembre e che stia facendo concessioni alla Cina su questioni come Taiwan, un'isola democratica autogovernata rivendicata da Pechino.
Un simile esito potrebbe avere ripercussioni sulla sicurezza e sugli interessi economici del Giappone. Una fonte del governo giapponese ha affermato che sarebbe preferibile che Takaichi parlasse con Trump prima del suo incontro con Xi.
Secondo l'ultimo calendario delle Nazioni Unite, sia Takaichi che Trump dovrebbero tenere i loro discorsi il 22 settembre.
Se Takaichi non riuscirà a incontrare Trump durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, probabilmente cercherà di parlargli telefonicamente durante il vertice USA-Cina. Aveva già parlato con Trump al telefono subito dopo la sua visita in Cina a maggio.
Le relazioni tra Giappone e Cina si sono deteriorate sotto la guida di Takaichi, dopo che a novembre aveva suggerito al Parlamento che un attacco cinese a Taiwan avrebbe potuto provocare una risposta militare da parte del Giappone.
Anche il Giappone ritiene di dover rendere nota la propria posizione sulla questione dei cittadini giapponesi rapiti dalla Corea del Nord, dato che Trump ha espresso interesse a incontrare il leader nordcoreano Kim Jong Un.
Questi colloqui si rendono necessari in quanto il Giappone ha espresso la sua opposizione alle sanzioni statunitensi contro Tomoko Akane, cittadina giapponese e presidente della Corte penale internazionale, a causa di ciò che Washington considera una minaccia alla sovranità statale rappresentata dalla Corte stessa.
Takaichi ha affermato che le sanzioni erano "incoerenti" con la posizione del Giappone in merito al rispetto dello stato di diritto.

