Il Giappone raddoppierà la durata del soggiorno richiesto nel Paese per ottenere la cittadinanza
Il Giappone si sta preparando a raddoppiare la durata del soggiorno richiesto nel Paese ai cittadini stranieri per acquisire la cittadinanza giapponese, aggiungendo al contempo il requisito della conoscenza della lingua giapponese per la residenza permanente.
I cambiamenti, attesi già per il prossimo anno, sono in fase di elaborazione da parte del governo e dei partiti della coalizione di governo.
Sono stati lanciati dopo che il partner della coalizione Nippon Ishin (Partito dell'Innovazione Giapponese) ha criticato i requisiti attuali ritenendoli troppo permissivi, spingendo il Primo Ministro Sanae Takaichi a ordinarne una revisione.
NUOVI REQUISITI DI CITTADINANZA
Per quanto riguarda la cittadinanza, la politica relativa alla durata del soggiorno in Giappone cambierà da "cinque anni o più" a "in linea di principio, 10 anni o più".
Tuttavia, la legge sulla cittadinanza stessa, che specifica il periodo minimo di "cinque anni", non verrà modificata. Al contrario, le norme più severe saranno implementate attraverso modifiche alle modalità di applicazione della legge.
"La legge sulla cittadinanza stabilisce solo i requisiti minimi", ha affermato un alto funzionario del Ministero della Giustizia. "Non è che abbiamo sempre concesso la cittadinanza sulla base di soli cinque anni di residenza".
Il funzionario ha inoltre affermato che il Ministero avrebbe fornito un preavviso pubblico adeguato prima dell'entrata in vigore delle nuove norme operative.
La legge sulla cittadinanza elenca diverse condizioni affinché il Ministro della Giustizia possa concedere la cittadinanza, tra cui un minimo di "cinque anni", avere almeno 18 anni, avere una buona condotta ed essere finanziariamente indipendenti.
In linea di principio è richiesta anche una conoscenza sufficiente della lingua giapponese per la vita quotidiana.
Secondo un riepilogo del Ministero della Giustizia, nel 2024 sono state presentate 12.248 domande di cittadinanza. Di queste, 8.863, ovvero il 70%, sono state approvate.
ECCEZIONI PER I "CONTRIBUTORI"
Diverse fonti governative hanno confermato che saranno previste eccezioni alla regola dei "10 anni".
Ad esempio, le persone considerate aver "contribuito" al Giappone, come gli atleti che sono attivi nel Paese da molto tempo, potrebbero vedere approvata la loro domanda di cittadinanza anche se non soddisfano il requisito di residenza di 10 anni.
Questa decisione affronta direttamente quella che Nippon Ishin ha descritto come una "situazione paradossale".
In una proposta politica dello scorso settembre, il partito, allora all'opposizione, sosteneva che il requisito di residenza di cinque anni per la cittadinanza – uno status giuridico più elevato – era inspiegabilmente più breve dei 10 anni richiesti per la residenza permanente.
CAMBIAMENTI DI RESIDENZA PERMANENTE
Il governo e i partiti al potere intendono inoltre rafforzare i requisiti per ottenere il permesso di soggiorno permanente.
Ciò fa seguito a un emendamento del 2023 all'Immigration Control and Refugee Recognition Act, che consente al governo di revocare la residenza permanente per reati quali il mancato pagamento volontario delle tasse.
A giugno di quest'anno, il Giappone contava circa 930.000 residenti permanenti, pari al 20% della popolazione straniera.
Per ottenere la residenza permanente, i richiedenti devono avere una buona condotta, essere finanziariamente indipendenti e la loro residenza deve essere in linea con gli interessi nazionali del Giappone.
Secondo fonti governative, le linee guida saranno riviste per richiedere formalmente la conoscenza della lingua giapponese. Il livello di competenza specifico è ancora in fase di valutazione.
Le autorità stanno anche valutando la possibilità di istituire un programma per insegnare ai cittadini stranieri la lingua giapponese e le regole civiche. Il completamento di questo programma potrebbe diventare un fattore di selezione per la residenza o addirittura un requisito obbligatorio per la residenza permanente.
Le attuali linee guida richiedono esplicitamente che i richiedenti abbiano vissuto in Giappone per almeno 10 anni, che in linea di principio non abbiano pagato multe o siano stati incarcerati e che abbiano adempiuto ai propri obblighi pubblici, come il pagamento delle tasse e dei contributi previdenziali.
Richiedono inoltre che i richiedenti abbiano risieduto in Giappone per il "periodo massimo" previsto dal loro attuale status di residenti.
Mentre la prassi attuale prevede una durata di "tre anni", i funzionari intendono invece richiedere "cinque anni".
SOSTEGNO A UNA POLITICA PIÙ SEVERA
Queste misure più severe sono state delineate in un rapporto provvisorio del team di progetto del Partito Liberal Democratico al governo sulla corretta gestione dell'immigrazione e l'accettazione dei cittadini stranieri.
Il rapporto includeva anche una proposta per stabilire limiti massimi al numero di cittadini stranieri accettati in determinate categorie di visto, come "Ingegnere/Specialista in discipline umanistiche/Servizi internazionali", come parte di una strategia di "gestione quantitativa".
Il Partito Liberal Democratico (LDP), che a novembre ha istituito tre team di progetto per rivedere la propria politica estera, dovrebbe presentare le sue raccomandazioni a Takaichi a gennaio. Il governo probabilmente rivedrà quindi il suo piano generale sull'immigrazione entro la fine del mese.

