Il Ministero della Difesa creerà una divisione per combattere la disinformazione.
Il Ministero della Difesa sta creando una nuova divisione dedicata alla lotta rapida contro le campagne di disinformazione straniere, in particolare La Cina sostiene che il Giappone stia adottando un "nuovo militarismo".
Tuttavia, la creazione di un sistema in grado di garantire una risposta collettiva a livello governativo rimane una sfida.
Le nazioni cercano sempre più spesso di influenzare l'opinione pubblica attraverso la disinformazione e altri mezzi all'interno della comunità internazionale.
Secondo diverse fonti vicine al governo, la nuova divisione, che dipenderà dall'Ufficio per le politiche del Dipartimento della Difesa, dovrebbe fungere da centro di comando per contrastare i tentativi di manipolare l'opinione pubblica.
I fondi per la creazione della divisione saranno inclusi nella richiesta di bilancio del dipartimento per l'anno fiscale 2027.
Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi, sin dal suo insediamento, si è impegnato a rafforzare le capacità di comunicazione del ministero.
L'obiettivo è che la nuova divisione centralizzi la raccolta, l'analisi, la valutazione e la diffusione delle informazioni relative alle campagne di disinformazione.
La divisione avrà il compito di stabilire se le informazioni che circolano sui social media richiedano una risposta e, in caso affermativo, di decidere i tempi, il livello e il contenuto di tale risposta.
La Divisione di Intelligence della Difesa dell'Ufficio di Politica della Difesa è l'ente attualmente responsabile della raccolta e dell'analisi delle informazioni sugli affari militari internazionali e sugli sviluppi in altri paesi.
La valutazione di queste informazioni viene poi effettuata in gran parte sotto la direzione di Koizumi, con diverse divisioni all'interno del ministero che gestiscono la comunicazione a seconda della natura del problema.
In seguito alle dichiarazioni rilasciate a novembre dal Primo Ministro Sanae Takaichi al Parlamento riguardo a una potenziale guerra che coinvolgesse Taiwan, la Cina ha criticato il Giappone, definendolo rappresentante di un "nuovo militarismo" e di una "rinascita del militarismo", cercando al contempo di ottenere sostegno per queste posizioni.
Il Ministero della Difesa giapponese ha già adottato un approccio più proattivo per confutare queste affermazioni, nell'ambito della sua risposta a tali campagne volte a influenzare l'opinione pubblica.
Da giugno, il portavoce del ministero e il capo di gabinetto sono tra le personalità che hanno aperto un account su X, precedentemente noto come Twitter.
Si prevede che il governo riveda i suoi tre documenti chiave sulla sicurezza nazionale entro la fine dell'anno e aumenti significativamente la spesa per la difesa, misure che probabilmente susciteranno l'opposizione della Cina.
In tale contesto, il ministero auspica che la nuova divisione possa migliorare la diffusione delle informazioni, compresi i messaggi che illustrano gli sforzi del Giappone per rafforzare le proprie capacità di difesa.
La divisione non dovrebbe limitarsi a rispondere alle reazioni dei paesi limitrofi, ma dovrebbe anche impegnarsi in regolari attività di comunicazione pubblica.
Il ministero spera di impedire che la disinformazione prenda piede anticipando le probabili reazioni e condividendo le informazioni in anticipo.
Tuttavia, la strategia complessiva del governo rimane poco chiara. Non è certo che la creazione di una nuova divisione si rivelerà efficace.
Il governo ha istituito l'Ufficio nazionale di intelligence il 31 luglio, nell'ambito degli sforzi volti a rafforzare le capacità di raccolta e analisi delle informazioni di intelligence.
Oltre al nuovo ufficio, anche il Segretariato per la Sicurezza Nazionale e l'Ufficio di Gabinetto per gli Affari Pubblici hanno il compito di contrastare la guerra dell'informazione.
Un altro problema irrisolto riguarda l'organismo che fungerà da centro di comando governativo per tali iniziative, e che induce alcuni a sostenere che i leader non abbiano ancora sviluppato una risposta coordinata a livello governativo.
"Il governo continua a fare finta di niente su singole questioni", ha affermato un funzionario del Ministero della Difesa. "Sarà troppo tardi quando la retorica cinese si diffonderà in tutta la comunità internazionale. Eppure, il governo giapponese continua a non mostrare alcun senso di urgenza."

