Sottomarini nucleari e sistemi di intelligenza artificiale sono inclusi nell'elenco mentre il comitato inizia a riscrivere la sicurezza
L'acquisizione di sottomarini a propulsione nucleare, la revisione dei principi non nucleari di lunga data del Giappone e il rafforzamento della spesa per la difesa sono alcune delle proposte chiave presentate alla prima riunione di un gruppo di esperti incaricato di riscrivere le principali politiche di sicurezza del Paese.
L'incontro svoltosi presso l'ufficio del Primo Ministro il 27 aprile è fondamentale per gli sforzi del Primo Ministro Sanae Takaichi volti a "rafforzare in modo sostanziale le capacità di difesa" attraverso una revisione di fine anno della strategia di sicurezza nazionale e di altri due documenti chiave.
Il nome ufficiale del gruppo è "Gruppo di esperti per esaminare la sicurezza nella prospettiva della potenza nazionale complessiva".
Il comitato, composto da 15 membri, comprende sei ricercatori, tre ex funzionari governativi, quattro leader aziendali e due presidenti di società mediatiche. La loro selezione riflette le priorità del governo in determinati settori.
Kenichiro Sasae, ex ambasciatore negli Stati Uniti, è stato nominato presidente.
ADATTAMENTO ALLA NAVE DA GUERRA MODERNA
"Imparando dall'invasione russa dell'Ucraina e dalla situazione in Medio Oriente, dobbiamo progredire nella nostra risposta a nuove modalità di combattimento e prepararci a una guerra di lunga durata", ha affermato Takaichi durante l'incontro.
In linea con questo orientamento, il governo ha nominato nel gruppo di esperti Atsuko Higashino, professoressa all'Università di Tsukuba ed esperta di Ucraina, e Yutaka Matsuo, professore presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Tokyo, Dipartimento di Gestione Tecnologica per l'Innovazione, specializzato in intelligenza artificiale.
Un alto funzionario dell'ufficio del Primo Ministro ha spiegato che "è probabile che nei tre documenti sulla sicurezza vengano incluse nuove strategie di combattimento".
Un altro aspetto fondamentale è il rafforzamento della "resistenza al combattimento", ovvero la capacità di continuare a condurre una guerra.
Il governo e i partiti al potere stanno valutando la nazionalizzazione delle fabbriche di munizioni per garantire un approvvigionamento stabile di munizioni.
Secondo una fonte vicina a Takaichi, uno degli obiettivi è quello di creare "un circolo virtuoso tra economia e difesa".
Per raggiungere questo obiettivo, il panel comprende dirigenti di Boston Consulting Group Japan, Toray Industries Inc., MUFG Bank Ltd. e NEC Corp.
OLTRE IL CAMPO DI BATTAGLIA
Anche la "sicurezza economica" è all'ordine del giorno, dato che la "militarizzazione dell'economia" si fa sempre più evidente, come dimostra il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz.
Takaichi, ex Ministro della Sicurezza Economica, è molto interessato all'argomento.
Il panel comprende Kazuto Suzuki, professore presso la facoltà di specializzazione dell'Università di Tokyo ed esperto nel campo della sicurezza economica.
Tra i partecipanti figurano anche dirigenti di Fuji Television Network Inc. e di The Yomiuri Shimbun Holdings.
Un funzionario governativo ha dichiarato che ai dirigenti dei media è stato chiesto di fornire consigli su "come dovremmo comunicare all'esterno".
LA QUESTIONE DA MULTIMILIARDI DI YEN
L'attenzione principale è rivolta alla spesa per la difesa. L'amministrazione Takaichi ha già accelerato l'obiettivo di raggiungere il 2% del PIL entro l'anno fiscale 2025.
Oggi, il Paese subisce pressioni dagli Stati Uniti affinché i suoi alleati spendano il 5% del loro PIL, di cui il 3,5% per la difesa primaria e l'1,5% per spese correlate.
Per il Giappone, un bilancio della difesa pari al 3,5% del PIL supererebbe i 20 trilioni di yen (126 miliardi di dollari) all'anno, mentre un bilancio del 5% supererebbe i 30 trilioni di yen.
Una fonte dell'ufficio del Primo Ministro ha fatto notare che è emersa l'idea di abbandonare il tradizionale ciclo di pianificazione quinquennale, affermando: "Non è necessario pensare in termini di cinque anni".
LINEE ROSSE NEL DIBATTITO
Un altro tema controverso riguarda il mantenimento dell'impegno, sancito dall'attuale strategia, di "sostenere fermamente i tre principi non nucleari", ovvero non possedere, non produrre e non permettere l'introduzione di armi nucleari in Giappone.
Takaichi sostiene da tempo la necessità di una revisione, scrivendo in un libro che il principio di "non consentire l'introduzione di armi nucleari nel paese" è irrealistico, dato che il Giappone fa affidamento sulla deterrenza estesa degli Stati Uniti.
Dopo l'incontro, Koji Yamazaki, membro del panel ed ex capo di stato maggiore congiunto, ha affermato che la questione "dovrebbe essere discussa nell'ambito degli obiettivi di questo panel".
Qualsiasi revisione dei tre principi incontrerebbe probabilmente una forte reazione da parte dei sostenitori della Costituzione pacifista giapponese e dei sostenitori degli "hibakusha", le vittime della bomba atomica.
Anche le discussioni sull'acquisizione di sottomarini a propulsione nucleare stanno suscitando interesse.
Durante l'incontro, Noriko Endo, professoressa presso l'Istituto di ricerca scientifica e ingegneristica di Waseda, avrebbe affermato che il Giappone "dovrebbe possedere" i sottomarini, citando la crescente attività cinese nell'Oceano Pacifico.
La proposta si troverebbe ad affrontare ostacoli significativi, tra cui costi enormi e la questione della sua compatibilità con la posizione del Giappone sull'uso pacifico dell'energia nucleare.
La prossima riunione del comitato è prevista per l'inizio di giugno.
(Questo articolo è stato compilato in base ai resoconti scritti da Kohei Morioka, Ryo Aibara, Mizuki Sato e Yuta Ogi.)

