Un istituto di ricerca e un'università giapponesi stanno sviluppando meloni che maturano su richiesta.
TOKYO – Un istituto nazionale di ricerca agricola e l'Università di Tsukuba hanno sviluppato un melone che può essere fatto maturare su richiesta, con l'obiettivo di superare la relativamente breve durata di conservazione del frutto e di incrementarne le esportazioni.
Il team ha disattivato un gene necessario per la produzione di etilene, che agisce come un ormone vegetale che favorisce la maturazione dei frutti, ed è riuscito a mantenere il melone sodo e verde per due mesi.
L'Organizzazione nazionale per la ricerca agricola e alimentare e l'università hanno dichiarato di sperare di registrare la varietà presso il governo e di commercializzarla entro tre anni.
La stagione delle angurie inizia solitamente dalla primavera a metà estate. La rapida maturazione dopo la raccolta, causata dal rilascio di etilene, fa sì che il frutto non si conservi bene e si deteriori durante il trasporto via mare.
Il nuovo approccio consentirebbe ai produttori di spedire i meloni bloccandone la maturazione, per poi avvicinarli ai consumatori esponendo il frutto all'etilene, una tecnica già utilizzata per le banane.
I meloni giapponesi hanno registrato una forte domanda all'estero. Secondo i dati preliminari del Ministero dell'Agricoltura, delle Foreste e della Pesca, le esportazioni hanno raggiunto le 1.089 tonnellate nel 2025, più del triplo delle 309 tonnellate spedite nel 2015.
Hong Kong e Singapore sono tra le principali destinazioni dei meloni giapponesi, ma anche gli Stati Uniti e l'Australia hanno iniziato a importarli.
La maggiore durata di conservazione potrebbe anche facilitare la gestione delle scorte e ridurre gli sprechi alimentari. Il team ha descritto questo ultimo sviluppo come un "passo importante" verso l'espansione della domanda interna e la promozione delle esportazioni.

